Glossario sanscrito

NOTA DEL CURATORE
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L’esigenza di comprendere e trascrivere correttamente i termini sanscriti che ricorrono nelle nostre traduzioni yogiche ci ha condotto, senza che l’avessimo premeditato, alla compilazione di un «Glossario Sanscrito» che va via via arricchendosi di nuovi vocaboli. Scusandoci per le imperfezioni che il testo può contenere rispetto alla comprensione dello yoga maturata da Svami Kripalvananda, lo rendiamo disponibile ai lettori. Sergio Cipollaro
GAESA

Raffigurazione del Dio Gaesa, Signore della devozione e dell’amore universale. Gaeta è anche chiamato Gaapati, che vuol dire «Maestro d’intelligenza e saggezza»; un altro suo nome è Vinayaka: «colui che rimuove gli ostacoli dal cammino spirituale». Vittorioso su ogni difficoltà che separi dalla verità, Gaesa cavalca trionfante un topolino, simbolo, questi, del buio dell’ignoranza.

L’insegnamento di Gaesa si incentra sul sacrificio. La leggenda racconta che quando si accinse a scrivere il Mahabharata, dettatogli dal grande saggio Vyasa, questi pose la condizione che, per tutta la stesura dell’opera, non avrebbe mai dovuto fermarsi, qualunque cosa Vyasa avesse detto. Anche Gaesa pose una condizione: che avrebbe scritto a patto che Vyasa non avrebbe mai interrotto la sua dettatura. Mentre scriveva, tuttavia, a Gaesa si ruppe la penna, ed egli non esitò a spezzare una delle sue zanne per continuare a scrivere. Per questo lo si raffigura con una zanna mozza e gli si dà anche il nome di Ekadanta: «colui che ha una sola zanna». Variopinta è la simbologia della mitologia indiana. Bisogna penetrarla a fondo per accedere alle verità che contiene. Possa Gaesa aprire i vostri cuori all’amore e al sacrificio e sgombrare il vostro percorso da tutti gli ostacoli.

LE FONTI

Per la compilazione del Glossario ci siamo avvalsi dei glossari allegati agli stessi testi che traduciamo e dei seguenti libri di consultazione:

  • Enciclopedia dello Yoga, Stefano Piano, Magnanelli Edizioni, www.magnanelli.it.
  • Glossario Sanscrito, Gruppo Kevala, Edizioni Asram Vidya, www.edizioniasramvidya.it.
  • Dizionario dell’induismo, Stutley Margaret, Stutley James, Astrolabio Ubaldini.
  • Monier-Williams Sanskrit-English Dictionary, ne esiste una versione digitale per Windows curata dal

Prof. Luis Bontes dell’Università di Köln (Colonia). Contiene 160.000 lemmi, è molto ben fatta e di facile consultazione. Potere scaricarla gratuitamente qui: members.chello.nl/l.bontes. Esiste anche una versione su CD che contiene sia il programma del Prof. Bontes, sia l’intero Dizionario scansionato pagina per pagina e supportato da un programma che ne rende agevole la consultazione: matchless-gifts.com/catalog/product_info.

I FONTS

Per il testo sono stati usati due fonts: il Times New Roman e il Vu Times Plus per i caratteri diacritici della traslitterazione del sanscrito. Se volete trasferire il testo su Word, dovete istallare il font diacritico Vu Times Plus. Potete scaricarlo qui: www.pratyatosa.com/SanskritDiacriticTextConversion.htm.

ORDINE ALFABETICO, TRASCRIZIONE DEI LEMMI E ABBREVIAZIONI
  • Per rendere agevole la consultazione del glossario abbiamo seguito l’ordine alfabetico europeo.
  • L’alfabeto sanscrito consta di 49 segni e segue un ordine basato su criteri fonetici.
  • Anche se il sanscrito crea nuovi vocaboli unendo insieme più parole, per facilitare la ricerca, le abbiamo quasi sempre trascritte unite da un trattino.
  • Abbreviazioni: a. (aggettivo), s. (sostantivo), f. (sostantivo femminile), m. (sostantivo maschile), n. (sostantivo neutro), mfn. (sostantivo maschile, femminile e neutro o aggettivo), v. (verbo), pp. (participio passato), ind. (indeclinabile).
NOTA SULLA TRASLITTERAZIONE E LA PRONUNCIA DELLE PAROLE SANSCRITE

Si è adottato il sistema ufficiale di traslitterazione della scrittura nāgarī deciso dal X Congresso degli orientalisti (1894) e ancor oggi in uso presso gli indologi.

Il nome dell’autore, Kṛpālvānanda, lo abbiamo lasciato traslitterato come normalmente i devoti e i ricercatori spirituali sono abituati a leggerlo: Kripalvananda.

Le singole lettere si pronunciano approssimativamente come in italiano. In particolare si segnalano le seguenti regole:

Suoni lunghi: sono lunghe (raddoppiano la loro durata) le vocali con un trattino soprascritto ā, ī, ū; es. kāma = kaama, sūtra = suutra. Le vocali e, o e i dittonghi ai, au sono sempre lunghi. Diventano lunghe le vocali seguite da due o più consonanti.

Accento: cade sulla penultima sillaba se questa è lunga, altrimenti recede sulla terzultima. Es. saṃsāra = saṃsaára, asteya = astéya, amṛta = ámṛta, Upaniṣad = Upániṣad, niyama = níyama.

c: è sempre dolce come l’italiano cielo. Es. cakra = ciákra, candra = ciándra.

g: è sempre gutturale come l’italiano gh, anche davanti alla e e la i. Es. gītā = ghiítaa, yogi = yóghi.

h: si pronuncia sempre con un’aspirazione avente lo stesso valore delle altre consonanti (come casa nella pronuncia toscana: hasa); quindi si dirà «lo haṭha-yoha» e non «l’haṭha-yoga». Quando segue una consonante, viene pronunciata quasi separatamente; es. dharma = d-hárma, Bhagavān = B-hagavaán.

j: come l’italiano gi. Es. jīva = giíva, japa = giápa.

jñā: si pronuncia come gh-niaa. Es. jñāna gh-niaana

ṁ, ṃ: indicano una nasalizzazione.

ṅ: nasale gutturale coma l’italiano angolo.

ṇ: nasale retroflessa; un suono intermedio tra la palatale di gnomo e la dentale di naso.

ñ: come la gn di gnomo.

ṛ: come la r italiana con l’aggiunta di una i breve; es. Ṛg-veda = Rigvéda.

s: è sempre sorda come sedia; non esiste la s dolce intervocalica di rosa.

ś, ṣ: come la sc di sācena, con una leggera differenza essendo la prima palatale e la seconda dentale retroflessa. Es. Śiva = Scíva, Kṛṣṇa = Kríshna (suono inglese della sh).

ṭ, ṭh, ḍ, ḍh: sono delle dentali pronunciate come la t inglese di tree o la d siciliana di padre.

     
A

abhiniveśa m. paura della morte, istinto di sopravvivenza; una delle cinque afflizioni nel rāja-yoga di Patañjali.

ābhyantara vṛtti a. f. pensiero introspettivo.

acala a. fermo, inattivo.

acāra m. condotta, comportamento.

acetana a. n. senza consapevolezza.

ādhibhautika a. relativo al piano grossolano, alla materia.

ādhidaivika a. relativo ai corpi celesti (come sole, luna ecc.).

adhikāra m. idoneità.

ādhyātma-prasāda a. m. purezza di spirito.

ādhyātmika a. n. relativo allo spirito.

advaita n. non dualità, l’Unità assoluta; samādhi.

agni m. fuoco.

agni-tattva m. n. l’elemento fuoco, uno dei cinque mahā-bhūta (elementi grossolani).

ahaṁkāra m. ego. Indica l’identificazione di sé stessi con la forma corporea. Aham (ego) diventa akara o ankāra (la struttura fisica). Lo stadio in cui prakriti (natura), toccata dall’impulso evolutivo, passa dalla stato di massa energetica diffusa a quello di massa unitaria, apercettiva, ancora priva di esperienza personale, ma già con l’oscura coscienza di essere un ego.

ahiṁsā f. non-violenza, è il primo dei cinque yama (proibizioni, limitazioni) nel rāja- yoga di Patañjali.

ajapā gāyatrī m. f. il mantra «gāyatrī»; un tipo di meditazione praticata recitando il mantra gāyatrī (vedi gāyatrī).

ajapājapa m. spontanea ripetizione mentale di un mantra.

ajñā-cakra n. centro nervoso tra le sopracciglia.

akarma n. inazione.

akartā senza azione, non-fare.

ākāśa m. n. il cakra della corona.

ākāśa-tattva n. l’elemento etere. uno dei cinque mahā-bhūta (elementi grossolani).

akṣara a. indissolubile, indistruttibile, imperituro; talora sta a designare la sacra sillaba OM.

amanaska a. mente libera da pensieri e desideri; ritiro della mente, assenza di mente; s. samādhi.

amaratva n. immortalità; samādhi.

amṛta-pāna m. sorseggiare il nettare.

anāhata-cakra n. il cakra del cuore.

anāhata-nāda m. il suono sottile interiore; suono non prodotto mediante percussione; una serie di suoni interiori percepiti dallo yogī che pratica yoni-mudrā.

aṇimā m. il potere di ridurre il proprio corpo a dimensioni microscopiche, una delle otto siddhi (poteri) descritte negli Yoga-sūtra.

aṅga n. membro, parte, stadio, passo, elemento costitutivo di una disciplina.

antaḥkaraṇa n. è considerato l’organo interno costituito da due involucri (kośa) che prendono il nome dalla mente (manomaya- kośa) e dalla consapevolezza (vijñānamaya- kośa) ed è dotato di quattro funzioni: citta (la sostanza mentale), manas (la mente), ahamkara (l’ego) e buddhi (l’intelletto) – talora buddhi viene associato a citta; in questo caso si contano tre funzioni. 1 Citta è la coscienza; rappresenta l’evoluto più raffinato di prakṛti (natura), il più vicino a puruṣa (spirito), ma ontologicamente assai diverso. Spesso è usato come sinonimo di mente, o più esattamente di «facoltà mentale» — lo yoga considera la mente un sesto senso o facoltà interiore. In alcune scritture è anche usato come sinonimo di buddhi (intelletto). Citta rappresenta la possibilità della mente di contemplare l’oggetto. 2 Manas è la facoltà di registrare e coordinare le impressioni, offrendone una prima definizione; costituisce il sostrato dell’attività di citta e buddhi. 3 Buddhi è l’intelletto, la facoltà di discriminare tra le impressioni. 4 Ahaṃkāra è il senso dell’ego, che oppone l’oggetto percepito al soggetto percipiente e riferisce a sé le azioni che il soggetto compie e le impressioni che percepisce, appropriandosene. Essendo gli organi di senso preposti all’osservazione esterna, sono considerati esterni, mentre gli organi dell’antaḥkaraṇa — manas, buddhi, citta, ahaṁkāra — sono considerati organi di senso interni.

anugraha m. grazia.

anuloma-viloma prāṇāyāma in cui la respirazione avviene alternando narice sinistra e narice destra.

apāna m. uno dei cinque praṇa, o soffi vitali; è di direzione discendente.

apāna-vāyu uno dei cinque soffi vitali; localizzato in mūlādhāra-cakra, presiede alle funzioni escretorie e riproduttive.

aparā a. inferiore.

aparābhakti f. devozione attraverso cui si realizza la forma universale di Dio onnipervadente tutta l’esistenza.

aparāvairāgya n. lo stato di non-attaccamento inferiore.

aparigraha m. non-possesso.

ārambhavasthā «stadio iniziale», il primo stadio di nādayoga.

arcana m. f. porre pasta di legno di sandalo sulla fronte.

ardha matsyendrāsana n. posizione di torsione laterale della colonna vertebrale; viene praticata prima da un lato e poi dall’altro. Ardha significa «metà» [vedi pure matsyendrāsana].

ardhanāriśvara m. Dio androgino (metà uomo, metà donna).

ārjava n. onestà, rettitudine; semplicità; umiltà.

artha m. acquisizione di ricchezza, il primo dei quattro fini dell’esistenza umana.

asaṁprajñāta a. n. stato di consapevolezza trascendente, puro, privo di qualsiasi contenuto attuale.

āsana n. posizione, postura o posa yogica; il terzo passo (aṅga) del rāja-yoga di Patañjali.

asang a. con la mente rivolta a Dio.

asaṅga m. non-attaccamento; uno dei dodici yama (astinenze) dell’Uddhava-gītā.

Asato mā sad gamaya, tamaso mā jyotir gamaya, mṛtyor māmṛtāṁ gamaya «Dall’irreale conducimi al Reale, dalle tenebre conducimi alla Luce, dalla morte conducimi all’Immortalità» (Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad: I, III, 27).

asmitā f. il senso dell’ego (asmi); una delle cinque afflizioni (kleśa) della Buddhi.

aṣṭāńga yoga lo yoga degli otto passi (o membra, parti, stadi, elementi).

asteya n. non rubare.

āstikya m. fede.

atimanasa n. la supermente.

ātmajetā chi ha conquistato il Sé.

ātman m. l’anima.

ātmanivedana la resa del sé a Dio.

aum la sacra sillaba.

āvaraṇa n. il velo dell’illusione.

avasthā f. stato, condizione.

avidyā f. illusione, ignoranza.

aśvinī-mudrā una mudrā.

B

baddha padmāsana n. posizione del loto legato. Il termine baddha premesso al nome di una āsana indica una variante della postura caratterizzato da un particolare allacciamento degli arti.

bali m. offerta sacrificale

bandha m. chiusura tramite contrazione muscolare.

basti f. uno delle sei ṣaṭkarman (azioni per rimuovere le impurità dal corpo); serve per ripulire il colon.

Bhagavad Gītā sacra scrittura indiana in cui il Signore Kṛṣṇa impartisce l’insegnamento realizzativo ad Arjuna. Significa «Il Canto del Beato». L’azione si svolge nel campo di battaglia del Kurukṣetra. La Gītā, che concilia mirabilmente conoscenza (jñāna), azione (karma) e devozione (bhakti) si trova nel sesto libro del Mahābhārata, la grande epopea indiana scritta dal saggio Vyāsa.

Bhāgavata-dharma la religione descritta nella sacra scrittura indiana Śrīmad Bhāgavata.

bhajana o bhajan n. canto devozionale; inno.

bhakti f. ardente devozione, amore per il divino (n.d.r.).

bhakti yoga m. yoga della devozione.

bhala m. un termine per indicare il sole.

bhastrikā a. respirazione a mantice; uno degli otto principali prāṇāyāma secondo la Haṭhayoga-pradīpikā.

bhāva m. il divenire, l’essere, l’esistere, l’accadere; modo di essere, di agire o di sentire; amore, devozione verso Dio.

bhautika siddhi poteri materiali.

bhoga m. ricerca del piacere.

bhogī chi insegue mete terrene.

bhrāmarī «l’ape», uno degli otto principali prāṇāyāma secondo la Haṭhayoga Pradīpikā, eseguito producendo nell’espirazione un suono ronzante lungo e continuo come quello di un ape.

bhrū f. tra le sopracciglia.

bhrūcakra il centro nervoso tra le sopracciglia; è un altro nome di ājñā-cakra.

bhrūmadhya l’area tra le sopracciglia.

bhūcarī–mudrā una mudrā.

bhujaṅgāsana n. posizione del cobra.

bhujaṅginī-mudrā una mudrā.

bhūnamanāsana n. āsana praticata mediante torsione e flessione della colonna vertebrale.

bhūr f. la terra.

bhuvar ind. l’atmosfera.

bīja n. seme.

bindu m. fluido sessuale.

bhoga m. ricerca del piacere terreno.

Brahma m. Dio creatore; deriva da Brahman. Insieme a Viṣṇu (Dio che nutre e sostiene l’esistenza) e Śiva (Dio distruttore, trascendente l’esistente manifesto) forma una triade.

brahmacāri mfn. chi pratica il celibato.

brahmacarya n. celibato.

brahmagranthi m. plesso (nodo, intreccio) nervoso centrato nella regione addominale.

Brahman n. l’assoluta realtà cosmica; l’assoluto immanifesto.

brahmano o bramino m. è la forma italianizzata di brāhmaṇa che designa gli indù che appartengono alla prima delle quattro caste sociali.

brahmarandhra n. il cakra della corona.

brahmaṛṣi m. lo yogī che ha completato la pratica dello yoga e identifica se stesso con Brahma.

Brahmasūtra n. scrittura yogica in forma aforistica e attribuita a Bādarāyaṇa (Vyāsa); è anche conosciuta come Vedāntasūtra e Śārīrakasūtra. Espone i concetti basilari del Vedānta e si divide in quattro capitoli, ciascuno dei quali è diviso in quattro sezioni.

buddhi f. intelletto, facoltà di discriminare.

C

cakra n. centro o plesso nervoso.

cakra kṣetram area di riflesso di un cakra situata sulla parte anteriore del corpo (vedi anche kṣetra).

cala a. dinamico, attivo.

cālana n. che causa movimento, che scuote.

candra m. la luna; a. scintillante, brillante.

cetanā samādhi samādhi con consapevolezza (cetanā significa «consapevolezza»). Cetanā samādhi è opposto ad acetanā samādhi che significa «samādhi senza consapevolezza di oggetti di conoscenza».

citta n. la sostanza mentale in cui si condensa la pura coscienza (cit) (vedi anche antaḥkaraṇa).

D

dāma m. autocontrollo; una delle sei qualità divine.

dana m. elemosina; carità.

darśana n. visione di Dio o del Guru. Punto di vista; le «prospettive» dei sei sistemi filosofici indiani: Nyāya, Vaiśeṣika, Sāṁkhya, Yoga, Pūrva Mīmāṁsa e Vedānta.

darśī m. colui che vede, veggente; profeta.

dāsya n. servizio a Dio; uno stadio di Bhakti Yoga.

dayā f. compassione.

deśa m. regione, luogo.

devadatta m. una delle cinque sottocategorie di prāṇa del corpo (gli upaprāṇa, distinti dalle cinque principali categorie dette pañcaprāṇa) che fa sbadigliare e separa il corpo dalla sua forma sottile.

dhairya n. pazienza, sopportazione; perseveranza, costanza.

dhananjaya m. sotto categoria di prāṇa del corpo (upaprāṇa) che presiede alla frammentazione del cibo per la produzione di energia.

dhāraṇā f. concentrazione, la focalizzazione della mente su un unico oggetto.

dharma m. pratica della religione. Deriva dalla radice dhr che significa «indossare» e in senso più generale «modo di essere». Dharma indica una condotta in conformità con la legge universale.

dhauti f. uno delle sei ṣaṭkarman (azioni per rimuovere le impurità dal corpo); serve ad eliminare muco e grasso.

dhirāsana n. postura yogica.

dhṛti f. fermezza, perseveranza.

dhyāna n. meditazione.

dīkṣā f. iniziazione.

dīrgha-praṇāyāma m. respiri lenti e profondi.

divya cakśu a. n. occhio divino, visione divina.

divyadeśasevana adorazione della terra divina.

divya śarīra a. n. corpo divino.

divya sparśa a. m. divino tocco, tatto, contatto, relazione.

dohana mungere.

dṛṣṭi f. il vedere, vista, visione, veggenza; saggezza.

dṛṣṭā mfn. colui che vede; veggente, profeta.

Durgā f. una dea.

dvaita a. n. duale; dualità.

dveṣa m. avversione; una delle cinque afflizioni nel rāja-yoga di Patañjali (vedi kleśa).

E

ekāgratā a. concentrato su un punto; deriva da eka che vuol dire «uno senza un secondo» e agra che vuol dire «radice, base, sommo; ossia anima indivisibile», perciò ekāgratā vuol dire «attenzione unidirezionale sul Sé indivisibile». Si veda Yogadarśana di Patañjali, libro III, aforisma 12.

ekāgrāvasthā f. stato di concentrazione.

ekāpādaśīrṣāsana posizione con un piede dietro alla testa.

ekendriya vairāgya a. n. il non-attaccamento che deriva dal fermo controllo su qualsiasi senso.

G

Gaṇapati m. il Dio elefante.

gandha m. olfatto.

ghaṭavasthā «stadio dell’unificazione», il secondo stadio di nādayoga.

gauṇa dhyāna n. meditazione ordinaria.

Gāyatrīmantra m. un sacro incantesimo. Gāyatrī è il nome del celebre verso del Ṛg Veda (III, 62, 10) che la tradizione indù considera un mantra sacro: «Meditiamo sullo splendore dell’essere originatore dei tre mondi. Possa egli stimolare le nostre menti».

ghadī 24 minuti.

Gheraṇḍa-saṁhitā scrittura yogica scritta dal saggio Gheraṇḍa, significa letteralmente «Raccolta di Gheraṇḍa». Insieme alla Śiva-saṁhitā e alla Haṭhayoga-pradīpikā è uno dei più importanti trattati sullo haṭha-yoga. Si presenta come insegnamenti impartiti oralmente da Gheraṇḍa al discepolo Caṇḍakāpāli. Si divide in sette lezioni per un totale di 351 strofe.

ghī burro raffinato.

Gītā f. 1 canto. 2 Nome dato ad alcune sacre scritture. 3 Da solo «la Gītā» indica la Bhagavad-Gītā. La sillaba gī significa «sacrificio» e la sillaba tā «spiritualità», perciò la Gītā insegna il sacrificio (dell’ego) al fine di liberare la vera natura dell’Essere.

gnāna vedi jñāna.

gopī f. pastorelle tra le quali Kṛṣṇa trascorse la sua gioventù. Esse sono il simbolo dell’intensa devozione che è richiesta a coloro che praticano il sentiero del bhakti- yoga.

Gorakśa Paddhati f. la «Via di Gorakśa», paddhati vuol dire «via, percorso». Scrittura yogica di Yogī Gorakśanātha, il grande propugnatore dello haṭha-yoga e fondatore dell’ordine dei kāmphaṭa-yogī. la sua leggendaria figura è avvolta nel mistero come quella del suo Guru, Matsyendra (citato da Kripalvananda in «La rivelazione del segreto»), la cui antichissima dottrina deriva da Ādināta o Lakuliśa (ossia Śiva stesso), è fondatore del movimento dei nātha (tradizione dei maestri).

grahaṇa n. il processo di percezione e la comprensione che avviene attraverso tale processo.

grahitṛ colui che comprende.

grāhya ciò che è compreso.

granthi m. plesso nervoso del corpo. Secondo la fisiologia dello haṭha-yoga lungo suṣmnā sono situati sei cakra, suddivisi in tre gruppi ciascuno facente capo a un granthi. Partendo dal basso il primo che si incontra è il brahma-granthi (il plesso presieduto da Brhama), il secondo è viṣṇu-granthi (presieduto da Viṣṇu) e il terzo è rudra-granthi (presieduto da Śiva). Quando kundalini si risveglia, sale verso l’alto e perfora progressivamente questi plessi.

guṇa m. qualità principale della natura (prakṛti); sono tre: sattva (equilibrio, purezza, pace), rajas (attività, passione) e tamas (passività, inerzia, ottusità). Dalle loro diverse combinazioni traggono origine tutti gli elementi, sottili e grossolani.

guru m. Maestro spirituale gu significa «oscurità, ignoranza» ru «rimozione», perciò Guru significa colui che rimuove l’ignoranza.

H

halasana n. posizione dell’aratro.

haṁ suono sottile associato con la regione dell’etere.

haṁsa mantra jāpa un tipo di meditazione col mantra. Haṁsa (m.) significa letteralmente «oca selvatica»; è il cigno veicolo di Brahmā che cova l’uovo del mondo. Come mantra è pronunciato mentalmente: ham, nell’ispirazione, simboleggia l’essere individuato; sa, nell’espirazione, simboleggia l’Essere assoluto. Ripetuto assume anche il suono di so ’ham, che significa «io sono Quello», uno dei grandi detti (mahāvākya) delle Upaniṣad.

Hanumat o Hanuman m. «avente una larga mascella». Uno dei devoti più fedeli, umili e coraggiosi dell’avatāra Rāma. È rappresentato come una scimmia di forza e valore straordinari. È uno dei più celebrati di molte semidivinità scimmie, creato per essere alleato di Rāma — raffigurato come l’archetipo della virtù — nella sua guerra contro Rāvaṇa, re di Laṅca — descritto invece come un avversario crudele, lascivo e privo di scrupoli.

hāri a. accattivante, seducente, bello.

haṭha-yoga m. le pratiche esterne dello yoga che riguardano la purificazione del corpo (vedi anche rāja-yoga).

Haṭhayoga Pradīpikā f. n. scrittura yogica di Svātmārāma; significa «La piccola lucerna dello haṭha-yoga», pradīpikā significa «piccola lampada o lucerna». Si divide in quattro capitoli o lezioni (upadeśa) per un totale di 389 versi. la prima lezione tratta delle āsana; la seconda delle tecniche di purificazione del corpo (ṣaṭkarman) e del prāṇāyāma; la terza tratta di kuṇḍalinī-yoga, vengono descritte bandha, cakra, granthi, mudrā e śakti-cānala (attivazione dell’energia); la quarta tratta del samādhi. L’autore, che usò lo pseudonimo di Svātnārāna, o Cintāmaṇi o Ātmarāma, scrisse l’opera rifacendosi all’insegnamento di Matsyendra, Gorakśa, e la tradizione dei nātha. Insieme alla Śiva-saṁhitā e alla Gheraṇḍa-saṁhitā è uno dei più importanti trattati di haṭha-yoga.

havana m. fuoco sacro.

homa m. offerta rituale di oggetti nel fuoco sacrificale; uno dei cinque yajña eseguiti giornalmente dai brāhmaṇa, che consiste nel versare burro schiarito nel fuoco sacrificale.

hrī f. pudore, vergogna.

I

īdā f. uno dei tre principali canali energetici del corpo. Suṣmṇā è il canale centrale, īdā collegato alla luna sta a sinistra e piṅgalā, collegato al sole, sta a destra.

indriya-nigraha m. controllo degli organi di senso.

īśītva f. siddhi che dà la capacità di creare, distruggere e sostenere la creazione della materia secondo volontà; è uno degli otto poteri miracolosi secondo il rāja-yoga di Patañjali.

Īśvara m. Dio.

īśvarānugraha la grazia di Dio.

Īśvarapraṇidhāna n. il dedicare a Dio tutto quanto si compie col corpo, la mente e la parola; è uno dei cinque niyama secondo il rāja-yoga di Patañjali.

īśvarapūjana f. l’adorazione di Dio.

J

jaḍa samādhi samādhi statico in cui il corpo non si muove e la mente rimane inconscia.

jagad-guru m. Guru, maestro universale; appellativo dato ai grandi Maestri, coscientemente onnipresenti. Jagat vuol dire «il mondo manifesto, il mondo nella sua totalità».

jālandharabandha chiusura del mento.

jala-tattva n. elemento acqua, uno dei cinque mahā-bhūta (elementi grossolani).

jānuśīrṣāsana postura in cui ci si piega in avanti portando la testa al ginocchio.

japa m. ripetizione di un mantra.

jihvābandha-mudrā «mudrā della contrazione della lingua», un altro nome di khecarī-mudrā.

jīva m. essere.

jīvana mukti liberazione in vita, la liberazione raggiunta mentre si è ancora in vita.

jīvātman m. anima individuale.

jñāna n. conoscenza; dalla radice jñā: conoscere.

jñānamārga m. il sentiero della conoscenza.

jñāna yoga yoga della conoscenza.

Jñāneśvarī-gītā f. commentario sulla Bhagavad-gītā scritto dal santo Jñāneśvara.

jyoti luce interiore.

jyoti-darśana il vedere la luce dell’ātman.

jyotirdhyāna meditazione sulla luce divina.

jyotir-lingam n. l’immenso lingam di luce, la forma assunta da Śiva che costrinse Brahma e Viṣṇu a riconoscerne la superiorità.

jyotirmaya luminoso.

K

kaivalya n. stato assoluto, sinonimo di mokṣa (liberazione) nello yoga di Patañjali che così lo descrive nello Yoga-darśana (IV, 34): «Kaivalya segue il riassorbimento dei guna (le tre qualità o elementi costitutivi della natura) perché privi di scopo per l’ātman. Si ha kaivalya quando la coscienza è fondata sulla propria essenza».

kākī-mudrā una mudrā.

kāma m. desiderio; sensualità.

kāma senā un ampio gruppo di cupìdi.

kāṇḍa m. capitolo, sezione, divisione.

kapālabhāti rapidi respiri in successione; uno dei sei processi di purificazione (ṣaṭkarman) che libera le vie respiratorie.

kapālakuhara n. la decima porta, ossia la cavità nasale posta sulla faringe. Kuhara vuol dire «cavità, buco» e kapāla «coppa».

Kapila m. uno dei fondatori del sistema sāṁkhya.

karma n. azione; indica anche le conseguenze dell’azione.

karma-sanyāsa m. rinuncia all’azione.

karṇapīdanāsana āsana che comporta una pressione sulle orecchie; è una variante di halāsana, la posizione dell’aratro, in cui le ginocchia toccano le orecchie.

Kena f. una delle 13 principali Upaniṣad.

khanjānasana postura yogica.

khecarī-mudrā f. «gesto del movimento nello spazio»; mudrā in cui la lingua si retroflette ed entra nella cavità nasale (vedi anche vyoma cakra).

kīrtana n. canto devozionale.

kleśa m. afflizione; secondo Patañjali l’origine di kleśa sono cinque: avida (ignoranza), asmita (egoismo), rāga (attrazione), dveṣa (avversione, repulsione), abhiniveśa (istinto di sopravvivenza, paura della morte).

krama-mukti f. liberazione per gradi; la graduale ascensione dell’anima, nel corso delle esistenze, alla liberazione.

kriyā f. azione, attività; movimento fisico; sottile processo interiore.

Kṛṣṇa m. un nome di Dio; un mantra.

kṛukala sottocategorie di prāṇa che attiva la fame e la sete.

kśamā perdono.

kṣetra o kṣetram n. campo, luogo. regione; indica una posizione nello spazio che costituisce il campo di azione di una certa potenza. Cakra kṣetram è l’area di riflesso di un cakra situata sulla parte anteriore del corpo.

ksiptāvasthā f. stato mentale di scoraggiamento confusione, inquietudine, turbamento.

kuṁbhaka m. ritenzione del respiro.

kuṇḍalinī f. suprema energia spirituale che generalmente giace dormiente alla base della colonna vertebrale, arrotolata come un serpente, dicono i veggenti, in tre spire e mezza; infatti la parola significa letteralmente «arrotolata».

kūrma m. una delle cinque sottocategorie di prāṇa del corpo che presiede all’apertura e chiusura degli occhi.

kūrmāsana n. postura yogica.

L

laghimā f. una delle otto siddhi che dà il potere di diventare molto leggeri e di volare.

laṁ suono sottile associato con la regione terra.

liṅga o liṅgam n. ha vari significati, uno di questi indica un oggetto di forma fallica adorato come simbolo del divino potere evolutivo.

Lakṣmaṇa m. fratello più giovane di Rāma; rappresenta l’incarnazione della lealtà (n.d.r.).

Lakṣmī f. moglie di Viṣṇu, personificazione della prosperità.

lananā f. la lingua.

laya m. dissoluzione; assorbimento.

laya samādhi stato di dissoluzione o sublimazione della mente.

līlā f. l’attività divina di Dio; gioco; il gioco divino.

loka m. mondo, sfera, dimensione. Vengono normalmente riconosciuti tre mondi (triloka): svarga (superiore), pṛthivī (intermedio) e pātāla (inferiore). Un’ulteriore classificazione prevede quattordici mondi, sette superiori e sette inferiori. I sette superiori sono: bhūr, bhuvar, svar, mahar, janar, tapar, satya. I sette inferiori sono: atala, vitala, satala, talātala, rasātala, mahātala, pātāla.

lopā-mudrā f. una mudrā.

M

maha a. grande.

mahābhava grande devozione (bhava significa «devozione verso Dio»).

Mahābhārata n. santa scrittura indiana; il più antico poema epico dell’India e il più lungo della letteratura mondiale composto dal saggio Vyāsa, di cui fa parte la Bhagavadgītā.

mahābhūta n. i principali elementi che compongono il corpo umano; i principali elementi della natura a livello grossolano: etere, aria, fuoco, acqua e terra.

Mahāmudrā una delle dieci mudrā più importanti dello yoga.

mahāṛṣi m. grande ṛṣi, grande saggio.

mahāvedha-mudrā una delle dieci mudrā più importanti dello yoga.

mahāvrata grande voto.

Maheśa m. Dio distruttore.

mahimā f. una delle otto siddhi degli Yoga-sūtra di Patañjali. Dà il potere di assumere enormi dimensioni fisiche.

makarāsana «posizione del coccodrillo» che si esegue stando sdraiati proni con braccia e gambe rispettivamente incrociate.

mala m. impurità.

mālā f. ghirlanda, corolla; rosario per la recitazione dei mantra.

manas n. mente.

māṇdūkī-mudrā una mudrā.

Maṇdūkya f. il nome di una delle 13 principali Upaniṣad, tutta dedicata all’interpretazione della sacra sillaba OM.

maṇipūra-cakra n. centro nervoso del plesso solare.

maniṣi saggio tra gli uomini.

manonigraha m. controllo della mente.

manonmanī letteralmente «assenza di pensiero», secondo lo Haṭhayoga Pradīpikā, uno stato di completa sospensione d’ogni attività mentale; samādhi.

mantra m. formula o parola sacra.

māntrī dīkṣā iniziazione attraverso il mantra.

Manu m. un semidio; il primo superessere umano.

mārga m. via, sentiero di realizzazione.

mātaṅginī-mudrā una mudrā.

mati f. volontà o intelligenza.

matsyāsana posizione del pesce.

matsyendrāsana n. «posizione di Matsyendra», dal nome del mitico saggio che, insieme all’allievo Gorakśa, fondò l’ordine dei nātha (l’ordine dei maestri – nātha significa «protettore»), ridando vita all’insegnamento segreto dello yoga che era andato perduto. Si esegue praticando da seduti una torsione del busto, facendo leva col gomito sul ginocchio della gamba opposta.

māyā f. illusione.

mitāhāra m. moderazione nel mangiare (mita significa «misurato», āhāra «cibo»).

mohana-mudrā f. una mudrā; mohana significa «priva della coscienza».

mokśa m. liberazione.

mṛtyu m. il passaggio della morte.

mūḍhāvasthā f. stato mentale di smarrimento.

mudrā f. una speciale postura con intensa attività pranica.

mukti f. liberazione.

mūlabandha m. un tipo di mudrā, chiusura della radice (muladara).

mūlabandhāsana n. postura yogica.

mūlādhāra-cakra n. centro nervoso della base.

mumukśutā ardente desiderio per la liberazione.

Muṇḍaka f. nome di una delle diciotto Upaniṣad principali.

muni m. chi ha fatto voto di silenzio (mauna). Nella sua accezione più comune significa saggio, asceta. È spesso un appellativo riferito a Ṛṣi, asceti e yogī. Nel buddismo muni è riferito principalmente al Buddha, detto Sākyamuni, cioè il «muni dei Sākya».

mūrchā f. svenimento yogico; uno degli otto principali prāṇāyāma secondo la Haṭhayoga-pradīpikā.

N

nabho-mudrā una mudrā.

nāda m. suono sottile spontaneo non generato da onde sonore che percuotono il timpano.

nādānusandhāna accordare, sintonizzare la mente con il suono sottile interiore.

nāḍī f. canali tubolari del corpo, come vene, arterie ecc. in cui scorre l’energia vitale nel corpo. La Haṭhayoga-pradīpikā parla di 72.000 nāḍi.

nāga m. sotto categoria di prāṇa del corpo (upaprāṇa) che apre e chiude i canali del vento (aria).

naiṣkarmya inazione, non-azione, assenza di azione.

nāma-sankīrtana cantare il nome di Dio.

Nārada nome del saggio divino considerato il figlio della dea Sarasvatī. Fu il Guru di Vyāsa, il più grande dei brāhmaṇa e figlio dello stesso Brahmā.

Nārāyaṇa m. un nome di Dio.

nauli f. uno dei sei processi di purificazione (ṣaṭkarman) inteso a rimuovere le impurità dalla regione addominale.

neti f. uno dei sei processi di purificazione (ṣaṭkarman) inteso a rimuovere le impurità dalle vie nasali.

nididhyāsana n. pratica della meditazione.

nidrā f. sonno yogico.

nirālamba «senza sostegno», samādhi.

nirbīja samādhi a. m. il più elevato stato di samādhi in cui la mente si dissolve e diventa non-mente; samādhi senza seme di desiderio; samādhi senza distinzione tra soggetto e oggetto.

nirguṇa a. senza forma.

nirguṇa dhyāna a. n. meditazione sulla luce divina senza forma.

nirodhāvasthā f. stato di controllo, moderazione, limitazione.

nirvicāra a. senza pensieri.

nirvikalpa samādhi a. m. samādhi senza differenziazione tra soggetto e oggetto, perciò assolutamente privo di dualità, conduce secondo Patañjali alla realizzazione di Brahman nirguṇa, ossia l’Assoluto senza qualità (vedi nirbīja samādhi).

nirvitarkānugratā samāpatti a. f. stato di meditazione con esperienza diretta grossolana dell’oggetto di meditazione, senza valutazioni della mente, ossia senza compiere analisi qualitative dell’oggetto di meditazione.

niṣkāma a. senza motivazione o desiderio.

niṣkāmabhakti f. profonda devozione.

niṣkām karma yoga lo yoga dell’azione senza desiderio.

niṣpatyavasthā «stadio del coronamento», il quarto stadio di nādayoga.

niyama m. osservanze morali; il secondo passo del rāja-yoga di Patañjali.

O

om vedi aum.

P

pāda m. n. parte, sezione, capitolo.

pādānguṣṭhāsana n. postura yogica.

pādasevana n. adorazione manifestata prostrandosi e toccando i piedi del Guru o di Dio.

padmāsana n. posizione del loto.

pañcā-dhāraṇā quintuplice mudrā descritta dalla Gheraṇḍa-saṁhitā che ha lo scopo di padroneggiare i cinque elementi indirizzando, attraverso la concentrazione, il prāṇa nelle zone del corpo connesse ai cinque elementi. Esse sono: pārthivī-dhāraṇā (concentrazione sull’elemento terra), āmbhasī-dhāraṇā (concentrazione sull’elemento acqua), āgneyī-dhāraṇā o vaiśvānarī-dhāraṇā (concentrazione sull’elemento fuoco), vāyavī-dhāraṇā (concentrazione sull’elemento aria), ākāśī-dhāraṇā (concentrazione sull’elemento etere).

pañca-mahābhūta n. i cinque elementi di base: terra, acqua, fuoco, aria, etere.

pañcāṅga sevana f. adorazione delle cinque membra. Pañca vuol dire «cinque», aṅga «parte, membro», sevana «adorazione»; significa «quintuplice devozione»: preghiera silenziosa, oblazioni, libagioni, bagno rituale di icone sacre, offerta di cibo ai brahmani. Indica anche l’atto di omaggio a una divinità o a un Guru compiuto inchinandosi in modo da toccare il terreno con ginocchia, braccia e capo e mormorando parole d’auspicio.

pañcāpraṇa m. i cinque principali soffi vitali: prāṇa, apāna, vyāna, udāna, samāna.

Pāṇḍava m. figlio di Pāṇḍu, fratello di Dhiṛtarāṣṭra. I figli di Pāṇḍu erano Yudhiṣṭira, Bhīma, Arjuna — nati dalla prima moglie, Pṛthā (Kuntī) —, Nakula e Sahadeva — nati dalla seconda moglie, Mādrī.

pāṇḍit o pāṇḍita m. Studioso delle Sacre Scritture; sapiente, erudito.

pāpa n. peccato, colpa, errore.

parā bhakti f. devozione attraverso la quale si diventa uno con Brahman; profonda devozione.

parama-pada «stato supremo», samādhi.

paramātmā Dio, anima universale opposta a jīvātman (anima individuale).

Parameśvara o Paramesa Il sommo Dio; il Signore supremo; appellativo di Śiva.

paratantra dhyāna meditazione dipendente.

para-vairāgya sm. completo distacco.

paricayavasthā «stadio della conoscenza», il terzo stadio di nādayoga.

parigraha m. possedere.

pārśvāsana n. postura yogica.

paścima a. posteriore, che sta dietro; finale; occidentale, dell’occidente (perché l’occidente è raggiunto dalla luce dopo).

paścima madhyama il canale mediano occidentale o posteriore (il percorso di kundalini che sale lungo la parte dorsale del corpo).

paścimottānāsana n. stiramento del dorso.

paśinī-mudrā una mudrā.

paśupata che segue una scuola vicina al Sāṁkhya ; nome di una scuola śaiva.

Paśupatī m. Il Signore delle anime, appellativo di Śiva che libera l’ātman attraverso la sua azione di dissoluzione delle forme.

paśyati v. vede (verbo «vedere», pres. ind. 3a persona sing.).

Patañjali m. il saggio autore dello Yoga-darśana (visione dello Yoga), i cui principi fondamentali enunciò nei suoi celeberrimi Yoga-sūtra o «Aforismi dello yoga ».

piṅgalā f. una delle tre principali nāḍi situata al lato destro di suṣmṇā; la sua corrente pranica è collegata al sole.

plāvinī m. uno degli otto principali prāṇāyāma descritti nella Haṭhayoga-pradīpikā; gli altri testi tradizionali non ne fanno menzione.

Prajāpati m. il progenitore del genere umano.

prākāmya n. una siddhi che dà il potere di materializzare qualsiasi cosa secondo la propria volontà.

prakṛti f. natura.

prakṛtilaya m. un tipo di mūrchā in cui non c’è né coscienza fisica, né coscienza astrale, ma solo l’identificazione nel corpo causale.

pramāṇa n. pensieri che si fondano sull’esperienza e che sono privi di dubbio.

prāṇa m. soffio vitale; forza vitale, uno dei cinque soffi vitali (prāṇa, apāna, samāna, udāna e vyāna) che risiede nel cuore, ha direzione ascendente e presiede alla respirazione. Deriva dalla radice pra-an che significa «respirare, inalare».

prāṇakriyā attivazione dell’energia pranica.

prāṇāpāna due dei cinque soffi vitali: prāṇa e apāna.

prāṇa saṁyama controllo e padronanza del prāṇa.

praṇava m. il suono provocato dal respiro; la sacra sillaba AUM, o OM.

pranavamantra il mantra «AUM».

prāṇāyāma m. controllo del respiro.

prāṇopāsanā pratica spirituale che coinvolge il prāṇa.

prāṇotthāna m. la liberazione del prāṇa. Composto da prāṇa e utthāna (che indica l’azione di salire, di stare su).

prapatti yoga una delle varianti di bhakti yoga. Prapatti significa «sottomissione (a Dio)».

prāpti f. siddhi che dà la capacità di toccare qualsiasi cosa per quanto lontana sia. prasāda m. purezza di spirito.

praśāntavāhitā f. concentrazione della mente; stato di pace mentale.

pratyāhāra m. il ritiro della mente dagli oggetti dei sensi.

prayāṇakāla tempo dell’atman di uscire dal corpo, la vigilia della morte.

prema f. amore.

premyātrā f. pellegrinaggio d’amore. Composto da prema (amore) e yātrā (andare in pellegrinaggio).

pṛthvī-tattva n. l’elemento terra, uno dei cinque mahā-bhūta (elementi grossolani).

puṇya buone azioni.

Purāṇa n. sono i «libri antichi» per eccellenza della tradizione hindù. Raccolta di storie del periodo post-vedico furono lo strumento per far giungere l’insegnamento dei Veda – che appartiene al più lontano passato della civiltà indiana – anche agli illetterati, fra i quali erano non solo i membri delle caste più basse, ma anche la maggior parte delle donne. Secondo questi testi, in origine esisteva un solo Purāṇa di immensa estensione, e solo dopo molti kalpa (età del mondo) il dio Vishnu in persona avrebbe assunto le sembianze del mitico saggio Vyasa per ridurre quel vastissimo materiale a sole 400.000 strofe, dividendolo in 18 parti. L’attuale canone comprende infatti 18 Purana maggiori, o Maha-purāṇa, ai quali si affiancano Purana considerati minori, dette Upa-purāṇa. I 18 Maha-purāṇa sono: il Brahma-puraṇa, il Padma-purāṇa, il Vishnu-purāṇa che è forse uno dei più antichi, il Vāyu-purāṇa, il Bhāgavata-puraṇa, il Devībhāgavata- purāṇa, il Nārada-purāṇa, il Mārkaṇḍeya-purāṇa, il Agni-puraṇa, il Bhaviṣya-purāṇa, il Brahmavaivarta-purāṇa, il Varāha-purāṇa, il Liṅga-purāṇa, lo Scanda-purāṇa, il Vāmana-purāṇa, il Kūrma-purāṇa, il Matsya-purāṇa, il Garuḍa-purāṇa.

pūrṇakarmakṛta yogī chi compie azioni complete, nella loro interezza, nel senso che queste non lasciano residui karmici in quanto un tale yogī le compie senza coinvolgimento; esse sono quindi compiute dalla natura, o da Dio per il devoto.

pūrṇa yoga la via completa dello yoga, lo yoga integrale.

puruṣa m. uomo, maschio, persona, essere; per il sāṁkhya il principio attivo correlato a prakṛti; il Sé supremo o Paramātman; in alcune Upaniṣad corrisponde a Brahman nirguṇa, l’Assoluto senza forma; a volte rappresenta Brahma nel loto del cuore.

puruṣārtha m. il fine (artha) ultimo dell’esistenza umana; i quattro fini dell’esistenza umana.

Puruṣottama m. l’Essere supremo.

pūrva a. anteriore, precedente; primo di una serie, iniziale, inferiore (opposto a uttara) orientale, dell’est (perché il giorno spunta prima dall’est).

pūrva madhyama il canale mediano orientale o anteriore, ossia il percorso di kundalini che sale lungo la parte frontale del corpo.

R

Rādhā f. una gopī di splendido aspetto, moglie di Ayanaghoṣṛa, che ebbe una relazione profonda col Signore Kṛṣṇa.

rāga m. 1. attaccamento, attrazione; una delle cinque cause d’afflizione nel rāja-yoga di Patañjali (vedi kleśa). 2. una nota, o una melodia, o modo musicale. La radice di rāga è rañj, che significa «colorare», ma in senso figurato. La musica classica indiana infatti è più cumulativa che drammatica. Il musicista di musica classica indiana, attraverso continui cambiamenti (colorazioni) del modo musicale sa condurre il pubblico a una eccezionale profondità e intensità di sentimenti. Dice Kripalvananda in kṛpālūpaniṣad: «Si può ottenere layacintana o prāṇotthāna cantando il Sāmaveda o altri inni vedici. Si può anche ottenere il prāṇotthāna cantando le note dei rāga con ritmo lento. La musica classica indiana è essa stessa un prodotto dello yoga e quindi è una parte della cultura indiana. La musica è considerata una parte di nādayoga, layayoga, binduyoga e haṭhayoga. La musica è il miglior metodo del bhakimārga»; e in altri scritti: «La musica ha un posto molto elevato nella pratica dello yoga. Direi addirittura che senza musica sia impossibile raggiungere Dio, perché Dio è musica! In India usiamo dire: «Nād Brahma», che significa che «il suono è Dio»; proprio come nella Bibbia è scritto: «All’inizio fu il verbo e il verbo era Dio». Se viviamo una vita musicale, possiamo dire che stiamo vivendo una vita di sādhanā, una vita spirituale. La musica è in effetti la più grande “tossina” che esista al mondo, e quando si è completamente da essa inebriati, si entra nel samādhi.».

rāgātmikābhakti devozione che comporta la totale identificazione del sé con la Divinità.

rāja-yoga m. le pratiche esterne dello yoga che riguardano la purificazione della mente. Significa letteralmente «yoga regale». Nella Haṭhayoga-pradīpikā si dice che lo haṭha- yoga insegnato da Śiva è unicamente finalizzato al conseguimento del rāja-yoga. Nell’Aṣṭāńga-yoga, lo yoga degli otto passi, lo haṭha-yoga comprende i primi cinque: yama, niyama, āsana, prāṇāyāma, pratyāhāra e il rāja-yoga gli ultimi tre: dhāraṇā,dhyāna e samādhi. Lo yoga che Patañjali ha codificato nel suo Yoga-darśana è anche chiamato rāja-yoga.

rājarṣi chi è pronto per entrare nel rāja-yoga.

rajas n. attività.

rajasico a. relativo a rajas (italianizzato).

rajoguṇa m. le qualità o forze dell’attività o degli stati passionali della mente (vedi anche guṇa).

ram suono sottile associato con la regione del fuoco.

Rāma p. un nome di Dio; un mantra.

rāmadhūna ripetizione del mantra «Rāma».

Rāmāyaṇa n. poema epico che narra i percorsi (ayana) della vita di Rāma, quale avatāra di Viṣṇu, e di Sītā, figlia di re Janaka, uno dei sovrani di Videha. Fu scritto da Vālmīki in 24.000 versi suddivisi in 7 libri (Kāṇḍa). Due gli insegnamenti principali: il valore del distacco e la necessità di divenire consapevoli del Divino che è in ogni essere.

rasa m. gusto; nettare.

rasānanda samādhi samādhi sperimentato attraverso il sorseggiare il nettare.

Ṛṣi m. saggio; veggente; i grandi saggi che realizzarono la conoscenza della «sacra scienza» e la tramandarono attraverso i Veda e le Upaniṣad.

ṛtaṁbharā prajñā la suprema saggezza basata sulla Verità o Realtà ultima.

rudragranthi m. il plesso nervoso al centro delle sopracciglia (vedi anche granthi).

rūpa n. vista delle forme o della bellezza.

S

T

tāḍāgī una mudrā.

tālu n. palato.

tamas n. inerzia.

tamasico a. relativo a tamas (italianizzato).

tamoguṇa m. qualità o energie relative all’offuscamento o all’inerzia della mente.

tandrā f. sonnolenza.

tantra n. sistema di riti mistici; insieme di scritture la cui essenza è costituita dal culto della Śakti quale energia manifesta rappresentata come la Grande Madre detta Devī, Durgā (Dea).

tapas n. penitenza, mortificazione, austerità; uno dei cinque niyama nel rāja-yoga di Patañjali.

tapasvī n. chi pratica tapas.

tāraka yoga un tipo di yoga che ritiene vi sia il Brahaman sotto forma di luce nello spazio dietro la fronte.

tarka yoga un tipo di karma yoga.

tarpaṇa n. oblazione.

tattva n. verità o stato reale; elemento.

tattvacintana contemplazione filosofica.

tattva darśana realizzazione dell’essenza.

tattva jñāna conoscenza dell’essenza; filosofia.

tejodhyāna n. meditazione luminosa.

titikśa f. pazienza, sopportazione; una delle sei qualità divine.

trātaka n. una delle sei azioni di purificazione (ṣaṭkarman) intesa a rafforzare gli occhi. Consiste nel fissare lo sguardo sulla fiamma di una candela o altro piccolo oggetto, senza battere le palpebre. la Haṭhayoga-pradīpikā lo considera un «tesoro prezioso» che cura i disturbi della vista e scaccia l’indolenza dalla mente; oltre a questo, secondo la Gheraṇḍa-saṁhitā procura chiaroveggenza.

turīya a. n. sinonimo di samādhi.

turīyāvasthā samādhi; è il quarto stato (di coscienza), oltre quelli di veglia, sonno e sogno.

tyāga m. rinuncia ai possessi e alla vita sociale.

U

V

Y

yāga m. offerta, oblazione.

yajña m. sacrificio rituale.

Yajñavalkya consigliere di re Janaka, protagonista tra i più significativi dialoghi della Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad. Gli viene attribuita la Vājasaneyi Saṁhitā che secondo la tradizione gli fu rivelata dal sole sotto le sembianze di un cavallo.

yaṁ suono sottile associato alla sfera (loka) dell’elemento aria.

yama m. restrizioni a favore della condotta morale; il primo passo del rāja-yoga di Patañjali; Yama è anche il nome del dio della morte.

yantra n. simbolo sacro.

yatamāna vairāgya non-attaccamento derivante dall’autocontrollo.

yātrakāmavaśayitva una siddhi che rende capaci di modificare le qualità della materia.

yoga m. unione con Dio.

Yoga-bhāṣya significa «commento sullo yoga». Composto da Vyāsa è il principale e più antico commento allo Yoga-darśana di Patañjali.

yoga bhraṣṭa chi è decaduto dal sentiero dello yoga.

Yoga-darśana commentario sugli aforismi dello yoga di Patañjali noto anche come rāja-

yoga (yoga regale) o Patañjali-yoga (yoga di Patañjali) è una delle sei dottrine, o meglio «visioni» (darśana) su cui si fonda il pensiero tradizionale hindù. Costituisce in particolare l’aspetto pratico della filosofia Sāmkhya. Vedi anche Yoga-sūtra.

yogāgni il fuoco dello yoga.

yoga-śāstra n. scritture sullo yoga (śāstra vuol dire «trattato»).

Yoga-sūtra «Aforismi dello yoga », compilato dal saggio Patañjali è anche chiamato Yoga-darśana (la visione dello yoga), ed è uno dei più importanti testi yogici. Si compone di 195 aforismi (sūtra) suddivisi in 4 sezioni (pāda): samādhi, sādhanā vibhūti e kaivalya. L’opera fu oggetto di numerosi commentari, tra cui ricordiamo l’importantissimo Yoga-bhāṣya di Vyāsa.

Yogeśvara m. Signore degli yogi, appellativo di Śiva.

Yogavāsiṣṭha scrittura yogica del saggio Vāsiṣṭha.

yoni-mudrā f. una delle dieci mudrā più importanti dello yoga.